Ieri sera ero indeciso tra un documentario sulla vita sessuale della foca monaca delle Galapagos su Discovery Channel, un'intervista esclusiva a Molinaro su Juventus Channel ed un concerto di Phil Collins su Next HD.
Alla fine come ogni anno ho visto Sanremo.
Ho sentito con attenzione tutte le canzoni; considerando che era il primo ascolto le uniche che mi sono piaciute sono state quella di Dolcenera e quella di Povia.
Non so se mi ha emozionato la canzone di Povia per reazione a tutte le polemiche che ci sono state, per il fatto che avesse tutto il mondo contro, i ricchioni seduti in prima fila a scuotere la testa in segno di disapprovazione, Benigni che ha sproloquiato per mezzora al riguardo.
Poi senti la canzone, ascolti le parole e ti rendi conto che questa gente (la lobby dei froci, sempre più intoccabili, manco fossero loro i normali e non degli invertiti e i politically correct "de sinistra") non ha neppure ascoltato o almeno letto le parole della canzone, che non si parla affatto di "malattia", semplicemente racconta una storia.
Quindi come al solito, tutte le parole che si sono fatte vengono tirate fuori ad arte, senza neppure prendersi il mal di pancia di ascoltare, perché quando si toccano i frocioni/culattoni son guai, si scatenano tutti. Viva Povia.
Ero curioso pure di vedere il caro Youssou n'Dour "l'étoile de Dakar", "il Michael Jackson del continente nero"; era in un improbabile trio con Pupo e Belli a cantare una canzone scritta da Pupo, infatti faceva pietà.
Come facevano pietà molte altre canzoni, tra cui in particolare quella di Renga e quella di Tricarico.
Benigni mi ha fatto ridere a tratti, ma non esageratamente, niente di che pure lui.