Ieri ho messo la sveglia alle 23 (a quell'ora dormo già da parecchio) per non perdermi su Raidue il programma "La storia siamo noi" condotto da Giovanni Minoli e che aveva come argomento la vicenda del giuocatore della Giuve Gianluca Pessotto che 2 anni e mezzo fa si è buttato giù dal tetto della sede sociale (non capisco tanto il titolo del programma).
Essendo che sono morbosetto per queste cose, avevo addirittura comprato (e letto) il libro scritto dallo stesso Pesso in cui speravo di capire come fosse stato possibile tutto ciò; il deludentissimo libro non spiega praticamente niente sulle ragioni scatenanti, si accenna alla difficoltà di smettere di giocare, Calciopoli ed altre menatine.
Ieri in tv ancora peggio.
Sebbene il programma fosse ineccepibilmente fatto bene dal punto di vista televisivo (quindi trattando gli argomenti fino ad un certo livello di approfondimento, diciamo medio-basso) le mie domande e i miei sospetti sull'accaduto sono rimasti tali e quali.
Pesso raccontava in prima persona gli sconvolgenti ultimissimi giorni, depressione fortissima e vere e proprie manie di persecuzione.
Quello che secondo me manca è qualche situazione sua personale che abbia scatenato il tutto, capisco che non è che si possa andare in tv e mettersi a raccontare la propria vita intima privatissima (coinvolgendo magari altre persone), quello che dico è che è assolutamente inutile fare un programma ed un libro che abbiano come oggetto la ricerca del perché e poi non si dica che esistevano magari ragioni personali scatenanti.
Facciamo un'ipotesi: mettiamo che Pesso scopra che la moglie abbia un altro (magari una seconda punta di nazionalità rumena.....), subisca lo choc, vada fuori di testa e faccia quel che ha fatto: come si fa ad omettere in un racconto un particolare del genere?
Invece nel racconto sembra che da un giorno all'altro lui cominci a dare i numeri, ha finito di giocare ad un'età in cui tutti smettono di giocare, oltretutto nella Juventus disumana del 29° scudetto non di cartone, la nuova dirigenza lo assume per 3 anni come dirigente e lui si butta giù (in tutti i sensi....).